brevi cenni storici

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brevi cenni storici

Messaggio Da Mirko il Sab Mar 01, 2008 1:54 am

Vi riporto un articolo che ho trovato su internet...
"UN PASSO INDIETRO - CENNI STORICI SUL DRESSAGE" DI ETTORE MARIANO

La paternità del Dressage va indubbiamente ricercata nell'Accademia di Napoli dove, nel '500, accanto alla musica ed alla danza si insegnava I'equitazio­ne. Che poi i Maestri Napoletani avessero, alla lun­ga, ereditato dagli scudieri di Costantinopoli emigrati a Napoli poco dopo I'apocalittico anno mille, vale a motivare quest’ arte di un contenuto assaipiù pre­zioso nel senso che non si trattava di una moda di corte ma in un'arte venuta nei secoli, da quell' Oriente dal quale erano venuti gli stessi cavalli, agili e scat­tanti che sia pure per via Spagna, arabizzata anche in questo, si trovavano a Napoli nel sedicesimo secolo. Indubbiamente I'Accademia Napoletana in­fluenza tutto il mondo equestre d'allora: per impa­rare da Pignatelli, considerato capostipite, e dai suoi allievi tra i quali primeggiarono Grisone e Fiaschi (quest'ultimo emigrato a Ferrara al seguito di una prin­cipessa spagnola che vi era andata sposa ad un Estense) accorrevano da Parigi gli scudieri di quellacorte ed i più illustri, come Pluvinel, concorsero a crea­re quella Scuola che, a Versailles doveva soppian­tare Napoli, anche per il mutare delle influenze po­litiche.

L'Alta Scuola prevedeva esercizi a terra collegati alle tre andature fondamentali del cavallo, (passo, trotto e galoppo) chiamati "Arie Basse" ed esercizi che prevedevano uno stacco da terra, perciò chiamati "Aria Alte" quali la "levata, la pallottata, la capriole, la groppata , che nel nuovo paese, come Ninì Ti­rabouchon, assumeranno i nomi di "levade, ballottade, croupade, capriole," che si conserveranno fi­no ai nostri giorni.

La rivoluzione Francese mette a piedi cavalieri e mae­stri, fortunatamente l'Alta Scuola aveva già da tem­po, a Vienna, una "colonial' che assumerà il nome di Scuola Spagnola. Qui rimane fino a confondersi col cavallo Lipizzano creato con I'incrocio tra stal­loni ispano-arabi e fattrici carsiche e portato a Vien­na all'Universita dell'Alta Scuola dall'allevamento diLipizza dovee stato fino alla prima guerra mondiale(oggi a Lipizza, chee a quattro passi da Trieste, gliJugoslavi hanno istituito un allevamento autonomo, ma gli Austriaci dall'alto del loro allevamento di Pi­ber, storcono il naso).

In Francia, alla Scuola di Saumur, fondata a circa 40 anni dalla rivoluzione per impartire ai figli dei san­culotti diventati reclute dell'Esercito regolare le norme di quell'equitazione istintiva chee un po' la nonna di quell'equitazione naturale che gli italiani im­porranno al mondo cinquant'anni dopo, si istituirà il Cadre Noir nel quale prestigiosi écuyers riproporran­no i temi dell'Alta Scuola ai loro proseliti, ma questo non va oltre al fatto privato anche se alcuni presti­giosi cavalieri figureranno assai bene nelle edizioni iniziali delle Olimpiadi Moderne.

Dovevamo fare tutto questo discorso perchè e pro­prio dalle "Arie Basse" dall'Alta Scuola che e deri­vato il Dressage che, pur conservando, a volte im­mutati, alcuni esercizi classici, ha immesso e svilup­pato andature media ed allungate atte ad esprime­re impulso, equilibrio ed armonia in cavalli che sono diventati atleti moderni. Dal 1912, da quando I'e­quitazione è entrata nei Giochi Olimpici, il Dressa­gevi è apparso come specialità, a braccetto col Salto, abbastanza diffuse nei Paesi Nordici, sapiente­mente coltivato in Unione Sovietica, a livello altamen­te competitivo,e in fase di diffusione in molti altri Pae­si, Stati Uniti e Canada compresi.

In Italia è agli inizi: per la prima volta, dopo i fasti di Napoli, e stato "importato" un istruttore tedesco che la federazione destinerà a tempo pieno per la diffusione di questa specialità tra i giovani.

Ma la domanda del giorno, negli ambienti non equestri, rimane sempre questa: ma che cos'e questo Carneade chiamato Dressage? Potremmo tentare di darne un'idea paragonandolo al pattinaggio artistico do­ve gli esercizi obbligati siano presentati in una suc­cessione stabilita ed in punti prefissati e comunican­do il medesimo senso di leggerezza, di grazia e di equilibrio, ma tutto questo è assai opinabile perché prescinde dall'assenza dell'equitazione che è tutta nel connubio tra cavallo e cavaliere che diventano binomio eseguendo serie di azioni esenti da costri­zioni e da forzature di qualsiasi specie.

Ma che scopo ha tutto questo? A cosa serve il Dres­sage? II regolamento della Federazione Equestre In­ternazionale, che è anche una vera e propria filoso­fia del Dressage, afferma:"il Dressage ha lo scopo di sviluppare armoniosamente I'organismo ed i mezzi del cavallo. Di conseguenza rende iI cavallo calmo,morbido, sciolto e flessibile ma nello stesso tempo fi­ducioso, attento e perspicace realizzando così una perfetta intesa col propria cavaliere".

Fonte: Periodico Dressage – 4/6/1994

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